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Ipnosi, l’irresistibile fascino dell’inconscio

L’inconscio possiede un certo fascino misterioso e ineffabile e trascende sempre le nostre spiegazioni razionali; l’ipnosi ci consente di attingere alle potenzialità del nostro inconscio anche senza doverlo comprendere del tutto.

Ma in sostanza che cos’è l’ipnosi?

Il fenomeno è talmente complesso che ha reso difficile se non impossibile una definizione univoca.

L’enciclopedia Treccani la definisce così:

Stato fisiologico, in genere indotto artificialmente, apparentemente simile al sonno, che permette una grande varietà di risposte comportamentali alla stimolazione verbale. L’individuo ipnotizzato sembra essere in comunicazione soltanto con l’ipnotista e seguirne in maniera acritica, automatica, le suggestioni, ignorando gli stimoli dell’ambiente. Senza l’apporto cosciente della volontà, l’ipnotizzato percepisce sensazioni anche in contrasto con gli stimoli che colpiscono gli organi di senso. Anche la memoria e la coscienza di sé possono essere alterate e gli effetti delle suggestioni possono essere estesi (postipnoticamente) alla successiva attività di vigilanza normale. L’induzione dell’i. non richiede esperienza: anche un nastro registrato può essere sufficiente. L’i. è uno strumento di scienza e di terapia. Mentre poca esperienza è necessaria per indurre lo stato ipnotico, al contrario è indispensabile un curriculum per valutare le indicazioni dell’i. e il modo in cui essa debba essere usata correttamente.

A mio parere la risposta più utile in questo contesto è che l’ipnosi sia un modo per aiutare i clienti a sviluppare efficacemente le proprie risorse personali da poter utilizzare intenzionalmente per raggiungere gli obiettivi terapeutici.

L’ipnosi funziona?

L’ipnosi viene utilizzata con successo nel trattamento di molti disturbi e problematiche comportamentali perciò si sono accumulate molte prove empiriche sull’efficacia di questo metodo. Tra tutti gli impieghi alcuni dei più noti sono: il controllo del dolore; disturbi da traumi psicologici, anche infantili; ansia, fobie e depressione; dissuefazione da comportamenti indesiderati come il tabagismo o un’alimentazione incontrollata; problematiche psicosomatiche e disturbi alimentari.

Sfatiamo alcuni luoghi comuni sull’ipnosi

L’ipnosi dipende dal potere dell’ipnotista

Il terapeuta deve avere la capacità, attraverso specifiche modalità comunicative, di far accettare le proprie indicazioni ma non ha nessun potere che il soggetto non gli riconosca. Entrare in ipnosi è una scelta, non si può obbligare qualcuno a concentrarsi. L’ipnosi si basa su un’iterazione reciproca finalizzata a obiettivi comuni.

Solo alcune persone possono essere ipnotizzate

In teoria tutti possono essere ipnotizzati ma esiste un’ampia gamma di responsività che va da un livello basso ad un livello alto. Generalmente comunque i risultati terapeutici sono indipendenti dalla profondità della trance.

Con l’ipnosi si può costringere le persone a fare cose contro la propria volontà

Indubbiamente esistono molti modi per manipolare le persone, al di là dell’ipnosi, e sono totalmente estranei a ciò che avviene in una relazione terapeutica.

In ipnosi ci si addormenta o si perde la coscienza

L’ipnosi non è sonno e si mantiene sempre un certo livello di consapevolezza di ciò che sta accadendo.

Si diventa dipendenti dall’ipnotista

Lo strumento terapeutico “ipnosi” non favorisce la dipendenza più di altri strumenti psicoterapeutici e l’obiettivo di ogni intervento è sempre quello di favorire indipendenza e fiducia nei propri mezzi.

Si può non “svegliarsi” dall’ipnosi

E’ il cliente che ha il controllo su quando iniziare e terminare la sessione ipnotica.

L’ipnosi permette di ricordare con precisione eventi passati

La memoria per sua stessa natura compatta, frammenta, ricompone quanto immagazzinato e possono emergere con chiarezza ricordi mai accaduti o che non si sono svolti in quel modo. Ciò può avvenire anche in ipnosi e non si deve perciò cercare tramite questo strumento la “verità”. E’ possibile invece lavorare su quanto emerge dalla memoria a fini psicoterapeutici.

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